Che non ci fossero poi tante possibilità di andare s'accordo, questo è sempre stato chiaro. Solo che dire basta è più complicato del previsto, non tanto per l'assenza di quella persona nella quotidianità, ma perché in questo caso c'è un legame insolubile e doloroso che trascende ogni cosa.
Vivere lontani è già complicato di per sé, aggiungendo tutti i propri problemi personali si rischia di non capirci più niente. Ma se stavolta mollo, non avrà più motivi per guardarsi dentro e capire.
Io ho sempre fatto mille errori, continuo a farne, non c'è che dire. Ma non minaccio di buttare a mare ogni cosa ogni due giorni, ogni volta che mi faccio prendere dai nervi o che sento rabbia dentro. Mi faccio semplicemente una doppia camomilla, e se non va bene passo alle gocce e ci dormo su. Due giorni fa avrei volentieri strozzato chiunque mi si fosse parato davanti. Eppure sono riuscita a gestirla come uno stato patologico, e ho fatto bene.
Il suo è uno stato di bellicosità perenne. Di rabbia, impazienza, costante incapacità di ricevere una critica.
Io adesso dovrei rimboccarmi le maniche e spendermi, perché adesso è il mio turno. In che senso?
Chi sbaglia, paga, anche per un'inezia qualunque. Dov'è l'amore in tutto questo?
Ha una rabbia addosso talmente grande che è come una vagonata di dinamite pronta ad esplodere alla più piccola scintilla. La cosa che sopporto di meno è che il casino scoppia sempre due giorni prima che ritorni. Stavolta dopo 5 settimane che non ci vediamo. E' quella maledetta scuola a renderlo così, o meglio, è stare lontano da casa così tanto tempo che non l'aiuta per niente. Ma tutto è provvidenza. Posso solo aspettare che il tempo passi in modo che abbia modo e tempo per riflettere. Vorrà dire qualcosa che ha mandato un casino di gente al diavolo, negli ultimi due anni. Vuol dire che non sa cosa significhi tenere i rapporti, mediare, comprendere, scendere a compromessi.
Chissà cosa accadrà.

| inviato da
bunsen il 25/1/2010 alle 15:50 | |